Inserimento e Accoglienza

L’inserimento in Comunità è subordinato alla richiesta del Comune di residenza del soggetto da affidare alle Comunità Alloggio, e subordinato alla sottoscrizione di una convenzione tra la Società Cooperativa Sociale “In Cammino” Onlus ed i Comuni secondo lo schema-tipo approvato con D.P.R.S. 4 giugno 1996 e pubblicato in G.U.R.S. n. 40 del 10 agosto 1996 e regolato secondo le norme del suddetto decreto.

L’inserimento degli utenti è graduale e contrassegnato da un’attività coordinata tra la comunità ed i servizi invianti. Per l’inserimento in Comunità Alloggio nel posto non in convenzione si presenta richiesta direttamente al Responsabile-Coordinatore della struttura.

Le Comunità Alloggio rappresentano un riferimento sicuro, familiare, una presenza stabile dal punto di vista affettivo, con esperienze di collaborazione, partecipazione e responsabilizzazione.

Per questi motivi la fase di inserimento di un nuovo utente prevede il coinvolgimento di tutta l’equipe e degli ospiti già presenti in Comunità, che accoglieranno il “nuovo” presentandogli la struttura nei suoi spazi di vita allo scopo di favorire una prima conoscenza ed un orientamento al nuovo ambiente. Le Comunità Alloggio sono luoghi che stimolano l’acquisizione di nuovi e più saldi equilibri e la ricerca della giusta conciliazione fra le istanze dell’ospite e quelle della società e del mondo esterno.

Diritti e Doveri degli Ospiti e degli Utenti

Diritti

  • L’utente ha diritto ad essere assistito nel rispetto della dignità umana e della propria individualità:
  • Ha diritto a ricevere informazioni complete e comprensibili in merito al Progetto Riabilitativo Individuale (PRI) ed al suo andamento;
  • ha diritto alla conoscenza del funzionamento e dei servizi che la struttura offre;
  • ha diritto alla conoscenza dei ruoli e delle funzioni degli operatori;
  • ha diritto alla partecipazione attiva al progetto ed al programma riabilitativo;
  • ha diritto, se ospite, di poter festeggiare presso la struttura le ricorrenze principali riguardanti la sua vita;
  • ha diritto ad una assistenza adeguata, ad essere trattato come fruitore di un servizio che gli spetta;
  • ha diritto al rispetto della propria privacy;
  • ha diritto alla sicurezza;
  • ha diritto all’uguaglianza, senza alcuna distinzione di razza, religione, sesso, cultura;
  • ha diritto a presentare reclami/, nel rispetto dei doveri e delle leggi e disposizioni vigenti.

I diritti dei familiari sono vincolati dalle eventuali disposizioni del Tribunale e/o dai Servizi Territoriali (sociali, consultorio familiare, D.S.M.) e secondo le indicazioni stabilite dall’equipe.

Doveri

Per una migliore fruizione dei servizi offerti e per garantire una funzionale organizzazione della struttura, si invitano gli utenti e le loro famiglie ad attenersi alle seguenti norme:

  • partecipare agli incontri informativi e formativi che l’equipe organizza durante l’anno;
  • concordare la visita all’ospite della comunità alloggio con il responsabile del servizio;
  • comunicare all’educatore di turno ciò che si porta all’ospite della comunità alloggio, in occasione delle visite;
  • collaborare alla realizzazione del Progetto Riabilitativo Individuale seguendo le indicazioni fornite dall’equipe;
  • rispettare la privacy;
  • rispettare l’orario stabilito per le visite e per i colloqui con gli operatori e dare tempestiva comunicazione qualora non si fosse in disponibilità a partecipare;
  • la famiglia è tenuta a comunicare tempestivamente variazioni di domicilio o recapiti telefonici.

Gli ospiti e le proprie famiglie sono tenuti:

  • a collaborare con le figure professionali della struttura per le attività programmate;
  • ad avere un comportamento responsabile nel rispetto e nella comprensione degli altri ospiti nonché del personale;
  • a rispettare gli arredi che si trovano all’interno e/o all’esterno della struttura;
  • a non fumare.

Destinatari

Le Comunità Alloggio per Disabili Psichici e la Comunità Alloggio per Minori si propongono come strutture a carattere socio-riabilitativo, che uniscono all’assistenza continua, garantita da personale qualificato, il calore e l’affetto di un ambiente familiare.

Sono indirizzate a soggetti portatori di disagio psichico di ambo i sessi, minori svantaggiati, soggetti con limitata autonomia personale, assegnati alle Comunità per ragioni di giustizia penale o amministrativa, assenza del necessario supporto familiare o per i quali la permanenza in tale nucleo è temporaneamente o definitivamente compromessa, condizioni di maltrattamento fisico e psicologico, separazioni traumatiche da figure affettive, deprivazione affettiva, instabilità relazionali, da interrotti percorsi di recupero emotivo – affettivo o da esperienze totalizzanti e socialmente depauperizzanti (un ricovero in istituto).

Gli interventi posti in essere in favore degli ospiti vengono strutturati caso per caso sulle necessità del singolo, rispettando l’unicità dell’individuo e in base alle diverse variabili di ingresso in struttura (età, cause del ricovero, tempi di permanenza…).

Le strutture è operativa 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, questo permette agli ospiti di autogestire le proprie uscite senza vincoli orari se non quelli dettati dal buon senso, fatta eccezione per quei casi in cui essi siano sottoposti a disposizioni o restrizioni da parte dell’autorità giudiziaria o per particolari casi in cui usufruire del tempo libero al difuori della Struttura sia sconsigliabile.

Obiettivi Generali e Specifici

Obiettivi generali

  • offrire un clima di cura e protezione;
  • offrire il sostentamento materiale;
  • rinforzare le funzioni intrapsichiche;
  • migliorare le problematiche comportamentali;
  • migliorare le competenze sociali;
  • mantenere i rapporti con i nuclei familiari e il loro coinvolgimento in attività psico-socio-terapeutiche: terapia familiare, gruppi di auto aiuto;
  • il rapporto libero e responsabile con le persone, i servizi, il territorio;
  • fornire gli strumenti, attraverso l’azione rieducativo-riabilitativa per l’inserimento o il reinserimento sociale e lavorativo;
  • accompagnare l’ospite nel cammino di avvicinamento al lavoro, aiutandolo a rivedere la propria esperienza in termini positivi e ad organizzarsi nella ricerca del lavoro;
  • offrire una struttura d’incontro che gli ospiti sentano come propria, non estranea, e dove si possa dare spazio alla propria creatività; a tale scopo saranno incentivate le pratiche sportive e attivata la partecipazione alle attività promosse dai circoli culturali e dalle associazioni;
  • promuovere l’acquisizione di funzionali modalità interattive e comunicative finalizzate a favorire opportunità d’inserimento e di autogestione creando situazioni di gruppo strutturate e spontanee;
  • sviluppare la capacità di gestione autonoma e costruttiva del tempo libero;
  • favorire nell’ospite una presa di coscienza delle proprie capacità e della responsabilità verso se stesso, gli altri e l’ambiente, trovando all’interno del gruppo una propria dimensione psico-fisica e relazionale, attraverso la percezione della propria presenza in azione dinamica con gli altri;
  • aiutare la famiglia nella complessità del proprio ruolo riabilitativo, soprattutto laddove questa presenti carenze culturali ed educative, creando un ambiente favorevole all’espressività dell’ospite, dove possa trascorrere gran parte della giornata, allontanandolo nello stesso tempo dai pericoli dell’ambiente esterno;
  • favorire l’inserimento nella vita sociale attraverso la collaborazione con associazioni di volontariato presenti sul territorio;
  • promuovere iniziative di partecipazione democratica, di conoscenza delle Istituzioni e della vita politica;
  • promuovere iniziative di socializzazione ed integrazione di soggetti in situazioni di rischio.

Obiettivi specifici

  • Rieducare alla volontà: insegnare agli ospiti ad essere padroni della proprie azioni, a saper gestire la propria libertà, a saper superare il contingente per perseguire un proprio autonomo fine;
  • Rieducare alla capacità d’ascolto: ascoltare non solo l’altro che parla e con cui si vuole comunicare, ma anche ascoltare se stessi, le proprie esigenze, le proprie capacità, le proprie caratteristiche. Ciò è possibile solo educando gli ospiti ad avere momenti di silenzio e di riflessione e a non avere il terrore di restare, per qualche frazione della loro vita, da soli;
  • Rieducare al pensiero critico: aiutare gli ospiti a sconfiggere quella malattia sociale che è costituita dal pregiudizio che impedisce di conoscere la realtà quale veramente è. Significa far sviluppare la capacità di riflettere e di vagliare le varie proposte prima di accettarle, di saper controllare il proprio pensiero sottoponendolo a verifica senza lasciarsi sedurre da epidermiche sollecitazioni, di saper mutare parere, senza sentirsi sconfitti, quando nel dialogo con gli altri ci si accorge che loro hanno ragione, di saper riconoscere umilmente che non tutto è sempre inquadrabile nelle categorie mentali che si sono costruite;
  • Rieducare alla libertà: non proclamare la sua necessità, ma aiutare gli ospiti a fare concreta esperienza di libertà facendo loro comprendere che accanto alla propria vi è anche quella degli altri, aiutandoli a prendere coscienza che la libertà è una conquista difficile, mai definitiva, che impone un profondo processo di liberazione da condizionamenti interni ed esterni, da suggestioni, da manipolazioni aperte o subdole;
  • Rieducare alla gestione del conflitto: esso non è eludibile e nella vita è indispensabile aiutare i soggetti in formazione a saperlo gestire ed utilizzare in senso positivo. Il che significa abituarsi a riconoscere i conflitti, anche quelli nascosti e dissimulati, accettandoli, elaborandoli, liberandoli dagli automatismi distruttivi perché fondati solo sul pregiudizio: significa anche aiutarli a riscoprire la carica positiva che vi può essere nell’aggressività e stimolarli a sapere evidenziare, innanzitutto in loro stessi, le motivazioni reali che la determinano, evitando ogni forma di demonizzazione dell’avversario e chiarendo ciò per cui si lotta piuttosto che guardare a colui con cui si è in contrasto;
  • Rieducare alla legalità: perché si comprenda che senza norme rispettate dai consociati nessuna vita di gruppo è possibile, che le regole dell’agire sociale non sono un’imposizione immotivata ma sono funzionali al raggiungimento degli scopi per cui ci si associa, che la regola, come la legge, non nasce da un’imposizione autoritaria ma dalla necessità di consentire un ordinato svolgimento della vita che senza regole non progredisce.

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HACCP
La Cooperativa In Cammino S.C.S. ONLUS che gestisce le Comunità Alloggio, in ottemperanza a quanto previsto dai D.lgs. n° 531/92 e n° 155 del 26/05/1997 utilizza all'interno delle proprie strutture i sistemi di autocontrollo secondo i principi del sistema HACCP.

Sicurezza
La Cooperativa In Cammino S.C.S. ONLUS che gestisce le Comunità Alloggio è munita del Piano di Sicurezza e del DVR così come previsto dal D. Lgs. n.81/2008 coordinato con il D. Lgs. n.106 del 03/08/2009 e successive disposizioni.

Qualità
La Cooperativa In Cammino S.C.S. ONLUS che gestisce le Comunità Alloggio è in possesso della Certificazione di Qualità UNI EN ISO 9001:2008 per la "Progettazione ed erogazione di servizi socio-assistenziali, domiciliare e residenziale".

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